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Una corsa a ostacoli

In che modo l'industria di processo può realizzare una trasformazione sostenibile? In questo momento, è più chiaro che mai che servono tenacia e un maggiore impegno ma è chiaro anche quanto questo ulteriore impegno possa rivelarsi vantaggioso.

06.05.2026 Testo: Armin Scheuermann Grafica: Andrea de Santis
In che modo l'industria di processo può realizzare una trasformazione sostenibile?

È stata la massima espressione di ritmo e controllo: il 7 agosto 2012, allo Stadio Olimpico di Londra, l'atleta australiana Sally Pearson ha superato senza problemi un ostacolo dopo l'altro con precisione millimetrica, percorrendo i 100 metri che la separavano dal traguardo in soli 12,35 secondi. Record olimpico. Medaglia d'oro. Vittoria. Ma quell'apparente naturalezza era il culmine di una carriera tutt'altro che semplice. Dopo aver superato cadute, squalifiche e lunghi periodi di infortunio, Pearson è diventata una campionessa di livello mondiale non perché fosse imbattibile ma perché non si è mai arresa. Ogni volta si è rialzata, è tornata in pista, ha affinato la sua tecnica e ritrovato il suo ritmo.

Anche l'industria di processo è nel bel mezzo di una corsa. Il traguardo è ben definito: catene di approvvigionamento "verdi", economia circolare e zero emissioni nette. Ma il percorso verso questo futuro sostenibile e a impatto climatico zero è tutt'altro che lineare e, considerati gli innumerevoli ostacoli lungo il cammino, inciampi ed errori sono praticamente inevitabili. A tal riguardo, un buon esempio è la decisione di BASF e Yara di interrompere prematuramente un progetto per la costruzione di un impianto nello stato americano della Louisiana che doveva produrre annualmente 1,4 miliardi di tonnellate di ammoniaca a basse emissioni di carbonio grazie alla cattura e allo stoccaggio del carbonio.

In che modo l'industria di processo può realizzare una trasformazione sostenibile? ©Endress+Hauser

Condizioni più difficili

La ragione ufficiale addotta per l'abbandono di questo progetto che puntava alla trasformazione sostenibile è stata l'incertezza economica ma, in realtà, il motivo risiede nei profondi mutamenti dello scenario in cui operano le aziende. Stiamo parlando di turbolenze politiche, conflitti commerciali internazionali e mercati energetici instabili - una situazione aggravata dai cambiamenti demografici e dalla trasformazione digitale. In questo contesto in continua evoluzione, le aziende stanno rivalutando i propri progetti e adottando un approccio più cauto nelle decisioni di investimento.

Quando nel 2015 è stato firmato l'Accordo di Parigi sul clima, a livello globale si è registrata una forte ondata di sostegno pubblico per un'azione collettiva volta a limitare il riscaldamento globale. Dieci anni dopo, di questo slancio non rimane quasi nulla. Il sostegno politico sta diminuendo in molti paesi, non solo negli Stati Uniti. In Europa, come altrove, si leva un coro sempre più numeroso di voci che mettono in guardia contro ulteriori oneri a carico dell'industria. Questo cambio di atteggiamento sta plasmando il contesto normativo e, di conseguenza, influenzando direttamente il ritmo dell'azione per il clima. Sorge spontanea una domanda: come può l'industria di processo realizzare una trasformazione sostenibile in un contesto sempre più difficile?

Perché l'impegno per il cambiamento rimane forte

L'unica certezza è che "continuare come se nulla fosse" non è un'opzione. Un recente studio di PwC dimostra che i rischi climatici, come eventi meteorologici estremi, interruzioni delle catene di approvvigionamento e carenza idrica, sono passati dallo scenario teorico alla realtà aziendale. Nel frattempo, i consumatori chiedono di più alle aziende da cui acquistano. Secondo l'Agenzia Europea dell'Ambiente, due terzi delle persone in Europa - e oltre la metà in Cina e negli Stati Uniti - tengono conto dell'impatto dei cambiamenti climatici nelle loro decisioni di acquisto. Anche il settore degli investimenti sanziona sempre più spesso le aziende prive di strategie ESG, ritirando capitali o imponendo costi di finanziamento più elevati.

Eppure, la trasformazione si basa su qualcos'altro: il fatto che le opportunità superano i rischi. "Le aziende che utilizzano i dati sulla sostenibilità sono in grado di assumere decisioni migliori e di acquisire una posizione più forte sul mercato", scrivono gli autori dello studio di PwC. Analogamente, quasi il 90% delle aziende intervistate in un sondaggio globale condotto da Morgan Stanley ha dichiarato di considerare la sostenibilità come un'opportunità per creare valore a lungo termine. Oltre l'80% delle aziende ha detto di aver riscontrato un ritorno quantificabile sugli investimenti in sostenibilità. In breve: se fatta bene, la sostenibilità ripaga.

In che modo l'industria di processo può realizzare una trasformazione sostenibile? ©Endress+Hauser

Strategie per un cambiamento di successo

L'analista di tendenze americano Jonathan Brill parla di un vantaggio competitivo per le aziende che hanno adottato un'integrazione precoce e sistematica della sostenibilità. Per lui, la sostenibilità è più di un semplice imperativo morale o di uno strumento per proteggere l'ambiente; è una strategia fondamentale di resilienza in un'epoca di perenne sconvolgimento.

Nel suo libro, Rogue Waves spiega che oggi le aziende si trovano ad affrontare una crescente ondata di rischi multipli e interconnessi. Quelle che reagiscono passivamente a questa situazione rischiano di affondare ma quelle che prevedono queste onde anomale e si preparano di conseguenza possono effettivamente cavalcarle per raggiungere la trasformazione e la crescita. In questo contesto, afferma Brill, la sostenibilità agisce come uno stabilizzatore: costringe le aziende a rendere più solide le proprie catene del valore, a ridurre le dipendenze, a rispondere con maggiore flessibilità ai cambiamenti normativi e a sviluppare la propria capacità di innovazione. In periodi di forte instabilità, sostiene, una strategia aziendale sostenibile aiuta un'impresa non solo a resistere agli shock esterni ma anche a utilizzarli attivamente come stimolo per un cambiamento positivo.

In questo contesto, è fondamentale adottare l'approccio giusto alla trasformazione. Una buona strategia permette di ottenere risultati rapidi mantenendo, nel contempo, lo sguardo rivolto al futuro - ovvero a orizzonti temporali lunghi e alla crescita a lungo termine. Secondo Goutam Challagalla, professore di strategia e marketing presso la IMD Business School di Losanna, in Svizzera, le aziende di successo non antepongono gli obiettivi di sostenibilità a tutto il resto né si limitano al minimo indispensabile previsto dalla legge. Challagalla ha individuato quelle che definisce "aziende vincenti pulite" - imprese che considerano la sostenibilità come elemento centrale della creazione di valore, della crescita e della competitività. Queste aziende integrano il pensiero sostenibile nei propri processi di innovazione e lo collegano a un valore quantificabile per il cliente.

Si parte dall'efficienza

Molte aziende iniziano questo allineamento strategico concentrandosi sull'efficienza. Tutto ciò che contribuisce a ridurre il consumo energetico, a conservare le risorse, a migliorare i processi e ad aumentare la produttività tende a dare risultati rapidi - dal punto di vista sia ambientale che commerciale. L'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) osserva che "nel settore industriale, la gestione energetica può portare a un risparmio annuo sui costi energetici superiore al 10% entro tre anni e fino al 60% nel lungo periodo". Inoltre, le aziende che riducono il consumo di energia o di materie prime sono meno vincolate alla volatilità dei mercati e agli sviluppi geopolitici.

Negli impianti gestiti dal colosso chimico mondiale BASF, 450 diverse misure hanno portato a una riduzione di 200.000 tonnellate di emissioni di CO2 solo nel 2024. Presso Covestro, il consumo energetico per tonnellata di prodotto è diminuito del 40% nel periodo compreso tra il 2005 e il 2022. Entrambe le aziende si avvalgono della digitalizzazione e dell'intelligenza artificiale per generare rapidamente informazioni utili e assumere decisioni basate sui dati. Covestro sfrutta processi basati sull'intelligenza artificiale per abbreviare la fase di reazione e distillazione nella produzione di poliestere. Ciò non solo minimizza il consumo di risorse ma aumenta anche la capacità produttiva. Inoltre, l'azienda utilizza l'analisi dei dati per individuare precocemente le anomalie e, di conseguenza, migliorare la disponibilità degli impianti.

La digitalizzazione è fondamentale anche per garantire soluzioni efficaci in diversi settori e per diversi produttori. Lo scambio diretto di dati reso possibile dalla digitalizzazione è fondamentale per realizzare i cicli chiusi dei materiali necessari all'economia circolare. In Brasile e in Canada, BASF, Henkel e altri partner stanno collaborando a un progetto pilota per la tracciabilità digitale delle materie plastiche. Questo comporta l'uso della tecnologia blockchain e dei marcatori fisici per aiutare a collegare l'intera catena del valore, dalla materia prima al riciclo. L'obiettivo è raggiungere una maggiore trasparenza sulla qualità dei materiali e, di conseguenza, migliorare significativamente l'efficienza e l'efficacia del riciclo.

Fatti principali

80%

Percentuale dell'impatto ambientale di un prodotto industriale che viene determinato nella fase di progettazione.

Fatti principali

70%

Percentuale di millennial e appartenenti alla generazione Z che, secondo uno studio di Deloitte, considera la sostenibilità ambientale un fattore importante nella scelta di un datore di lavoro.

In che modo l'industria di processo può realizzare una trasformazione sostenibile? ©Endress+Hauser

Innovazione come competenza chiave

Naturalmente, più le aziende rendono efficienti i propri processi, più capitale e risorse liberano per i grandi progetti di trasformazione a lungo termine. L'economia circolare e la transizione energetica richiedono innovazione su vasta scala, sostenuta nel corso di diverse generazioni. Le aziende devono convertire i propri processi alle energie rinnovabili, sostituire le materie prime di origine fossile con alternative non fossili o a basse emissioni di carbonio e riciclare i rifiuti di produzione trasformandoli in materie prime. Le catene del valore basate sui combustibili fossili devono essere eliminate gradualmente e sostituite da nuove catene del valore "verdi"

Nel caso dei grandi emettitori, ciò richiede enormi cambiamenti tecnologici. L'industria siderurgica deve sostituire gli altiforni con impianti di riduzione diretta. L'industria chimica deve trovare il modo di produrre ammoniaca, etilene e metanolo utilizzando processi a impatto climatico zero. E l'industria del cemento? Attualmente, circa due terzi delle emissioni in questo settore sono legati ai processi di produzione. L'unico modo per evitarle è quello di adottare nuovi processi o nuove tecnologie, come la cattura e lo stoccaggio del carbonio.

Unire le forze

Sempre più aziende si rendono conto che l'unico modo per superare sfide come queste è quello di collaborare. Il risultato sono collaborazioni e interi ecosistemi in cui produttori, clienti, fornitori e comunità scientifica mettono in comune le proprie conoscenze e risorse.

La Global Impact Coalition è un esempio di questa nuova cultura della cooperazione. Nata da un'iniziativa del World Economic Forum, è un'alleanza di aziende che mirano a sviluppare congiuntamente tecnologie chiave per una serie di processi - tra cui l'utilizzo della CO2 e il riciclo della plastica - fino alla loro commercializzazione. Uno spirito simile si respira all'Energy Transition Campus di Amsterdam, dove Shell collabora con aziende partner, startup e università per sviluppare soluzioni per la transizione energetica. SSAB (acciaio), LKAB (attività mineraria) e Vattenfall (energia) hanno unito le forze nella ricerca di una svolta nella produzione di acciaio verde. Per farlo, hanno costituito la joint venture Hybrit per condividere infrastrutture, competenze e - non da ultimo - rischi.

Non esiste una strada diretta verso il successo

La cooperazione e la digitalizzazione facilitano l'innovazione che, a sua volta, accelera la trasformazione industriale. Ma mettono anche in luce la complessità e la portata colossale di questa trasformazione, sottolineando come ogni singolo passo verso un futuro più sostenibile richieda tempo, impegno e denaro. Se a tutto ciò si aggiunge l'incertezza politica ed economica, è chiaro che ogni passo deve essere radicato in una strategia saldamente focalizzata sull'obiettivo che nel contempo, tuttavia, consenta una notevole flessibilità lungo il percorso. La strategia deve essere in grado di introdurre pause, deviazioni e nuove idee. Deve essere visionaria ma anche pragmatica.

Se tutto questo vi sembra difficile, forse possiamo ispirarci alla carriera atletica di Sally Pearson. Era dotata di un immenso talento naturale come ostacolista ma la precisione tecnica che la distingueva dalle altre era il frutto della perseveranza e di uno sforzo incessante, supportato da una squadra che l'ha sostenuta in ogni momento critico. Fondamentalmente, è stata la sua ferrea volontà a farle superare sempre le difficoltà.

Un approccio simile potrebbe rivelarsi vincente anche in termini di trasformazione sostenibile. L'industria di processo ha sicuramente le carte in regola: conoscenza, innovazione e reti. Ciò che conta è la volontà di rimanere in gara.

Armin Scheuermann

L'autore, Armin Scheuermann (58), è ingegnere chimico e giornalista tecnico. Dopo essersi formato come tecnico di laboratorio chimico, ha studiato ingegneria chimica e lavorato per 25 anni come caporedattore della rivista di settore Chemie Technik. Scrive di diversi argomenti, tra cui ingegneria degli impianti, processi di produzione chimica e farmaceutica, decarbonizzazione, tecnologia dell'idrogeno e automazione di processo sotto tutti i suoi aspetti.

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